[VoloaVela] Anticollisione obbligatorio - Corretta installazione ?

Lucas Marchesini D7123 a email.it
Dom 1 Nov 2009 19:08:35 CET


Ciao a tutti,

rispondo con piacere all'invito di Manuele, col contributo anche di
Marco Vladiskovic.

Il concetto dei sistemi anticollisione o rilevamento del traffico e'
indubbiamente buono: rilevare i velivoli vicini tramite la trasmissione 
dei propri dati da parte di OGNUNO.
Ovviamente, dunque, perche i sistemi funzionino adeguatamente occorre 
non solo averli a bordo, ma che ognuno possa eseguire la trasmissione 
dei propri dati in modo efficace.
Sembrera banale, ma per prima cosa occcorre che siano accesi: questo non
accade per almeno 1/3 dei partecipanti alle gare (esperienza diretta
fatta nel 2008 e 2009).

Dopo questo, occorre che siano efficienti: i sistemi attuali, T-Advisor
e Flarm, se dotati dell'antennina lunga circa 8 cm, sono sensibili alle
scariche elettrostatiche, che possono avere origine nella cappottina in
plexi. Una scarica dalla cappottina rende quasi inservibile il chip di 
trasmissione, di fatto riducendone la portata a meno di 1/10.
Non vi e' alternativa alla sostituzione del chip, per rimettere in 
efficienza un sistema con questo danno.
Nel 2007 i francesi stabilirono che oltre il 30% dei Flarm presenti nel 
loro paese aveva il chip di trasmissione bruciato.

Se i sistemi sono accesi ed efficienti elettronicamente, occorre poi che 
l'antenna di rice-trasmissione sia messa in un luogo adeguato per 
permettere il massimo campo "visivo".
Con alianti sempre piu costruiti con fibra di carbonio, altra 
strumentazione elettrica ed elettronica e bordo ed una limitazione 
enorme dello spazio dove poter installare le antenne, anche considerando 
di dover evitare l'interferenza reciproca tra diversi sistemi, il 
posizionamento di un'antenna di trasmissione per un sistema con cosi 
bassa potenza di uscita (10 mW) e' problematico.

E' evidente che l'obbligo o meno di "avere a bordo" un sistema di 
anticollisione, senza alcuna considerazione circa il fatto che venga 
effettivamente acceso, sia in efficienza e l'antenna sia opportunamente 
posizionata, equivale ad obbligare ad avere unicamente una scatoletta 
con alcuni leds che si accendono. E' infatti questo l'unico tangibile 
effetto verificabile dal legislatore o suo delegato, cioe: se io 
installo sull'aliante una scatolina con alcuni leds colorati che si 
accendono , nessuno puo obiettare che non risponda a quanto richiesto. 
Esiste una prova funzionale che possa discriminare se il sistema sia un 
rilevatore di traffico (non esiste alcuna "approvazione" di tipo, come 
per gli altri strumenti di bordo) ? Se esso sia funzionante, cioe non 
sia bruciato o abbia altro danno ? Se esso sia in grado di trasmettere e 
ricevere con ragionevole effienza i segnali radio ?
Non esiste nulla di tutto cio.
Tralasciando un paio di interventi, evidentemente polemici/politici ed 
inutili ai fini di migliorare la situazione di tutti, visti in lista, 
con chiara ignoranza del funzionamento dei sistemi anticollisione, il 
resto degli interventi sono stati interessanti ed esprimono tutti la 
volonta di presenza a bordo di questi sistemi.
Ed allora giustamente Manuele ha espresso il dubbio sul fatto che oltre 
ad avere un sistema a bordo, bisogna sincerarsi che esso possa fare il 
suo lavoro.

Il controllo del fatto che i sistemi non vengano spenti quando fa comodo 
al pilota e' qualcosa di difficile, e gia questo pone un ostacolo alla 
vera, giusta implementazione dell'obbligo di utilizzo di questi sistemi. 
D'altronde e' inequivocabile che il sistema possa fornire un vantaggio 
in alcune situazioni di gara, da cui il proliferare di displays che 
hanno funzioni diverse dal semplice avvertire della presenza/pericolo 
piu o meno imminente.
Ovviamente i sistemi con il chip di trasmissione bruciato si riconoscono 
facilmente per la minima portata e dunque non dovrebbe essere difficile, 
per il pilota, identificarlo. Lo e' molto piu difficile per l'eventuale 
ufficiale di gara preposto al controllo. E quindi anche questo e' un 
ostacolo alla messa in opera corretta dell'eventuale obbligo d'uso.
Infine, il punto piu dolente per tutti: l'installazione dell'antenna. 
Poiche una buona parte dei piloti vuole che il proprio sistema funzioni 
correttamente, si pone la domanda su dove sia meglio posizionare 
l'antenna di trasmissione.
Non sono isolati i casi in cui due piloti riportano il fatto che i loro 
sistemi non si segnalassero opportunamente quando gli alianti si 
trovavano in particolari posizioni relative. Dare la colpa ad uno o 
all'altro sistema e' difficile, senza eseguire dei test specifici su 
ognuno di essi. E? pero ovvio che se non si segnalavano, la trasmissione 
radio non avveniva propriamente tra i due alianti.
Sapendo che la fibra di carbonio scherma le onde radio e pensando a dove 
sono posizionate le antenne dei sistemi, e' facile immaginarsi i coni 
d'ombra generati dalle componenti in carbonio. A questo va aggiunta la 
schermatura derivante dalla presenza a bordo di altri sistemi 
elettronici (le loro scatole metalliche), delle batterie, di tralicci 
metallici, ecc. ecc. .

Dei test specifici per rilevare i coni d'ombra sono stati fatti con 
alcuni alianti. Una cosa che ha un po' stupito e' stato il cono d'ombra 
posteriore di un K21 di una scuola di volo, con sistema Flarm: in un 
cono di ampiezza verticale di circa 30 gradi ed ampiezza orizzontale di 
40 gradi il segnale non era ricevuto. Non si trattava di un problema 
dell'antenna di ricezione sul velivolo rilevatore, perche essa era 
posizionata sul muso, sgombra da schermature per quelle posizioni relative.
Piu ovvii sono i coni d'ombra verso il basso derivanti 
dall'installazione dell'antenna sul pannello copri-strumenti: la 
fusoliera in carbonio impedisce la propagazione verso il basso delle 
onde radio.
Stesso problema, ma anche piu pericoloso per la condizione di volo in 
cui si puo  verificare, e' quella di due alianti procedenti in direzione 
esattamente opposta con o senza differenza di quota: la schermatura del 
muso dell'aliante, che arriva spesso piu in alto del copri-strumenti 
dov'e' installata l'antenna.

Vi sono alianti nei quali abbiamo scoperto delle posizioni buone 
d'installazione dell'antenna, cosi come ve ne sono altri (tanti di 
quelli moderni in fibra di carbonio) dove l'installazione per garantire 
una buona copertura in tutte le direzioni e' impossibile.
Si sommano poi i problemi di mantenere l'antenna lontana dalle antenne 
GPS, lontano da eventuali collegamenti elettrici poco o per nulla 
schermati (che quindi introdurrebbero disturbi in altri strumenti)

Ma allora che soluzione possiamo proporre ?
Da oramai qualche anno abbiamo chiesto ai costruttori di realizzare 
degli alloggiamenti appositi sia per le antenne GPS (proposta: zona di 
circa 20x20cm in fibra di vetro sul dorso dietro alla cappottina, sotto 
la quale installare le antenne GPS), sia per i sistemi di 
ricetrasmissione dati (siano essi di allerta traffico che di telemetria 
(proposta: bordo d'attacco della deriva, adeguatamente accessibile).
Ad oggi la risposta e' stata totalmente negativa su tutta la linea. Temo 
siano i "clienti" a dover richiedere queste modifiche, altrimenti nessun 
costruttore procedera ad implementare alcuna soluzione di questo tipo.

Per ultimo, una raccomandazione.
Oramai la quantita di sistemi elettronici e con radiofrequenza 
installati a bordo e' parecchia.
Nei vecchi alianti, non in fibra di carbonio, la schermatura e' 
inferiore ma si riscontrano spesso interferenze dovute ad impianti 
elettrici manipolati plurime volte da diversi proprietari. Per questi 
alianti, il rifacimento dell'impianto elettrico da professionisti e' 
altamente consigliabile.
Negli alianti moderni/nuovi l'installazione dei sistemi e' meglio farla 
fare a chi se ne occupa professionalmente. Ricordate che avere un 
bellissimo sistema non in grado di operare come dovrebbe, menoma le 
prestazioni enormemente. Inutile poi lamentarsi.

Ciao a tutti

             - Lucas -


Gianni Spreafico wrote:
> Cari amici piloti,
> Vi allego il messaggio di Manuele Molinari che non riesce ad inviarlo alla
> lista:
> 
> Desidero ricordare che in occasione del Meeting di Volo a Vela di Reggio
> Emilia sono stati illustrati nella giornata di sabato 17 ottobre alcune
> importanti modifiche alle regole sportive vigenti e sulle stesse è stato
> chiesto l'opinione dei piloti presenti.
> Alcune novità sono state ben accolte, altre meno, ed in funzione di questo
> "parere preventivo² dei volovelisti italiani, la Commissione Sportiva sta
> elaborando la versione definitiva dei regolamenti, che come è noto, devono
> poi essere approvati dalla CCSA dell'AeCI.
> In particolare sull¹anticollisione (attenzione, non esiste solo il Flarm) è
> stato stabilito che sarà il Direttore di Gara a poterne prevedere
> l'obbligatorietà per la partecipazione alla gara, insieme eventualmente ad
> apparati di localizzazione. All'atto della pubblicazione delle Norme
> aggiuntive, con debito anticipo quindi sull'inizio della competizione,  i
> concorrenti sapranno se per partecipare a quella specifica competizione
> l¹anticollisione e/o l'Elt saranno obbligatori. Questo sistema oltretutto
> responsabilizzerà maggiormente i Direttori di Gara a verificare se tali
> apparati sono effettivamente montati e soprattutto se funzionano.
> Posso senz'altro anticipare che a Rieti l¹anticollisione sarà obbligatorio e
> così anche nelle altre competizioni gestite dalla FIVV, insieme
> probabilmente ai vecchi e nuovi Elt.
> Quanto alla lungimiranza della precedente Dirigenza FIVV, devo riconoscere
> che la decisione di rendere obbligatorio il Flarm/anticollisione è stata
> coraggiosa e giusta. Tuttavia non tutti i piloti da gara la pensano allo
> stesso modo, e poi purtroppo abbiamo dovuto constatare che, nonostante
> l'obbligo, molti concorrenti non avevano effettivamente installato
> l'anticollisione o non lo avevano funzionante o peggio ancora lo tenevano
> spento per non farsi riconoscere, senza contare i problemi di compatibilità
> tra strumenti di ditte diverse.
> La decisione dello scorso anno fu presa nel segno del rispetto del Codice
> FAI che non prevede l¹obbligatorietà dell¹anticollisione.
> La decisione di quest¹anno, seppure con un¹interpretazione tutta italiana, è
> ancora nel segno del rispetto del Codice Fai.
> Personalmente credo che finchè l¹anticollisione non sarà ³certificato²,
> l'IGC farà fatica a renderlo obbligatorio.
> Ciò non significa che l'anticollisione sia strumento utilissimo e che tutti
> i piloti, non solo in gara, dovrebbero averlo installato a bordo, con
> l¹accortezza solo di verificarne l¹effettivo funzionamento.
> Penso che Lucas Marchesini ci potrebbe intrattenere con  assoluta cognizione
> sul fatto del perché succede che non sempre gli anticollisione si vedono.
> Lucas se ci leggi, perfavore, raccontaci le considerazioni tecniche che
> spesso ci riferisci personalmente (ad es. posizionamento dell¹antenna,
> potenza, etc.).
>  
> Manuele Molinari
> Presidente Commissione Sportiva FIVV
> 
> Aggiungo che le aziende di avionica dedicate ad apparati in uso sugli
> alianti stanno proponendo sistemi che saranno in grado di visualizare sul
> vostro cruscotto non solo gli alianti con il Flarm (scelta dei costruttori),
> ma anche gli aerei dotati di transponder.
> La cosa sembra molto interessante per i voli fuori gara in alta quota sulle
> Alpi e per gli alianti che volano in zone Golf, ma con intenso traffico di
> AG o nei CTR dove normalmente gli alianti non dovrebbero volare salvo avere
> il transponder. Vedi tutto l'arco dell'appenino interessato dai CTR di
> Bologna e Romagna nonché nel CTR di Perugia.
> Se questi dispositivi sono venduti come FLARM friendly si spera che saranno
> anche capaci di vedere altri apparati, ma Lucas potrà essere più preciso in
> merito.
> 
> Gianni Spreafico  
> 
> 
> 
> _______________________________________________
> VoloaVela mailing list
> VoloaVela at mail.baskerville.it
> http://mail.baskerville.it/mailman/listinfo/voloavela
> 
> 
> ------------------------------------------------------------------------
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> 


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