[VoloaVela] R: Paracadute di salvataggio

Marco Fantoni mcofantoni a gmail.com
Gio 19 Nov 2009 02:18:36 CET


In linea di principio no, dal momento che un aliante immatricolato in Germania rientra sotto la sorveglianza dell'ente federale tedesco (LBA) e di conseguenza deve ottemperare alle normative tedesche. 
Questo accadeva fino all'entrata in vigore del regolamente 2042/2003 e successive modifiche. 
Ora la stessa LBA (come Enac) è scavalcata da un ente superiore: EASA.
La regolamentazione adesso è uniforme e arriva dall'alto: è la Comunità Europea che impone a tutti gli stati membri le regole comuni in fatto di aviazione tramite il suo organo esecutivo che è EASA.
Risultato: ciò che  è valido per gli alianti tedeschi lo è anche per quelli italiani e viceversa (più o meno). 
Le cose si sono davvero molto appiattite (in peggio) anche se i vantaggi di dover gestire un aliante tedesco sono sempre innegabili, vuoi solo per la maggiore efficienza della burocrazia che di certo ormai non manca più neppure al di là delle Alpi.
C'è da dire che i singoli enti aeronautici nazionali hanno comunque un certo grado di libertà per poterci mettere del suo. 
EASA impone le linee guida, ma non mette bocca nelle cosette più piccole e di normale amministrazione. 
Per i dettagli relativi alla messa in pratica delle regole comunitarie, i  singoli enti aeronautici dei vari paesi membri hanno carta bianca. Un esempio calzante sono i paracadute di salvataggio.
EASA dice che devono essere ripiegati da ditte certificate Parte M par. F, che sono parti aeronautiche a tutti gli effetti e che devono essere approvati. 
EASA non viene certo ad imporre  ad Enac o a LBA come deve essere ripegato un paracadute, oppure ogni quanto deve essere verificato. Si limita a suggerire intervalli massimi e ad imporre i requisiti che devono essere posseduti da chi lo verifica.
Ecco quindi che Enac fissa  la verifica dei propri paracadute con libretto italiano ogni sei mesi (intervallo già imposto da FAA). In Germania fanno di testa loro anche in barba all'esempio americano: LBA richiede la ripiegatura ogni quattro mesi.
Per gli alianti italiani occorrerebbe effettuare il Ramp Test alla radio, per quelli tedeschi certamente no.
Sugli alianti italiani la pallina ci deve stare, è uno strumento obbligatorio, su quelli tedeschi no. 
A onor del vero c'è da dire che certe sezioni sono rimaste alla vecchia normativa e per certi aspetti non è cambiato nulla, ma non complichiamoci la vita per uscire dal seminato.
Le regole sono quindi comuni, ma l'applicazione è concettualmente diversa tra paese e paese. 
Il discorso è terribilmente complicato e altrettanto noioso ma, a grandi linee, funziona così.

Saluti.
Marco Fantoni
AeC VV Mugello
  ----- Original Message ----- 
  From: l.libralon at alice.it 
  To: Diego Volpi ; Tutta la lista 
  Sent: Wednesday, November 18, 2009 10:36 PM
  Subject: [VoloaVela] R: Paracadute di salvataggio


  Solo per informazione, gli alianti certificati con marche D - xxxx sono soggetti alla stessa normativa di quelli italiani?
  Ciao e grazie
  Luca Libralon


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  Da: voloavela-bounces at mail.baskerville.it per conto di Diego Volpi
  Inviato: mer 18/11/2009 14.00
  A: Tutta la lista
  Oggetto: [VoloaVela] Paracadute di salvataggio


  Ricevo  oggi dal Sig.Pervicale  e giro a tutti gli interessati
  Si tratta della certificazione ad operare secondo   EASA Part M Cap F. Mi auguro che altre ditte riescano nell'intento  cosi da alleviare i nostri problemi.....

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  Gent.le Sig. Diego,

  ...finalmente in data 17 novembre u.s. si è conclusa la "via crucis"... sono stato certificato per operare sui paracadute di salvataggio...

  Sto preparando una lettera circolare da inviare a tutti i centri di volo a vela in cui  illustro come avverrà la gestione della manutenzione sui paracadute di salvataggio e soprattutto quali sono i documenti necessari da presentare alla ditta che opera sui paracadute da salvataggio.



  Cordiali Saluti



  Renato Percivale

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