[VoloaVela] R: Flarm obbligatorio anche in Francia

cernauta cernezzi a tiscali.it
Gio 29 Ott 2009 19:51:53 CET


Certo Sandro, infatti è proprio ciò che ho scritto.

. Un aliante si nota da lontano per la luce che riflette. Se è bianco, è 
parecchia. Se è a specchio è ancora di più ma solo in certi angoli. Se è 
rosso, certamente riflette meno luce, e comunque da lontano ci 
sembrerebbe nero o grigio. Anche il colore nero andrebbe benissimo (zero 
riflessione, massimo contrasto su quasi ogni sfondo), ma non è 
compatibile con le tecnologie costruttive. Con parti a specchio, anche 
se non grandissime, è molto più facile ricevere un lampo di luce. Nei 
kit di sopravvivenza per escursionisti è spesso presente un piccolo 
specchio, proprio per farsi notare da distanze enormi.

. Più da vicino, è la sua sagoma che richiama la nostra attenzione. 
Riconosciamo a livello istintivo una forma con ali allungate, tra tutte 
le immagini che la luce disegna sulla nostra retina. Spezzarne la sagoma 
è un metodo di mimetizzazione.

Ci sono situazioni in cui l'avvicinamento reciproco è rapidissimo. La 
colorazione vivace attira certamente la nostra attenzione quando si è 
vicinissimi ed ormai è l'ultimo momento per manovrare (o è già troppo 
tardi); ma se esploriamo lo spazio aereo con una scansione visiva 
efficace, noteremo gli altri aeromobili a distanza elevata, quando il 
limite è la capacità di risoluzione del nostro occhio. Visto esattamente 
di fronte, per esempio in volo rettilineo su rotte opposte, un aliante è 
troppo piccolo per essere visibile, qualunque colore abbia, per distanze 
superiori a 2-3 km. E' quando manovra (inclinazione, richiamata ecc) che 
possiamo notare un riflesso che ci indica la presenza di qualcosa, e 
magari riconoscerne la sagoma.

Aldo Cernezzi





SANDRO ha scritto:
> Caro Aldo, ad occhio delle superfici riflettenti mi sembrerebbero più 
> efficaci di quelle inutili striscie  arancioni fosforescenti
>



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